Il Comune di Bergamo ha adottato norme per la lotta alla ludopatia, imponendo orari ristretti per il gioco e obbligando i gestori a rispettare distanze minime dai luoghi sensibili. I ricorsi fatti dalle società e dalle associazioni commerciali interessate sono stati in buona parte respinti e ora il Comune di Bergamo, dopo aver riapprovato all’unanimità il Regolamento specifico, ha indetto per il 18 aprile una riunione alla quale ha invitato i Sindaci dell’area omogenea per condividere l’applicazione delle stesse regole, cercando di contrastare questa piaga sociale in modo uniforme, fermo ed efficace. Il Sindaco di Seriate non è stato invitato, in quanto la nostra città non fa parte dell’area omogenea urbana, ma già a seguito di una mozione proposta dalle minoranze, l’amministrazione seriatese aveva detto di non voler adottare il protocollo definito da Bergamo, poiché l’Ambito territoriale sta studiando un proprio progetto di contrasto alla ludopatia. Il Peg appena approvato dalla Giunta Vezzoli conferma l’obiettivo per la fine del 2017. Da questa vicenda emergono due contraddizioni molto forti, una legata al caso specifico, l’altra all’organizzazione territoriale, che hanno entrambe a che fare con il buon senso. Seriate è intrinsecamente e inconfutabilmente connessa con il capoluogo, i quartieri si intersecano. È quindi evidente che le norme restrittive adottate dal Comune di Bergamo favoriranno una migrazione verso le sale giochi e i locali di Seriate, nei quali, invece, è possibile giocare con più libertà. Perderemo tempo prezioso aspettando che Seriate individui il “proprio” modo di contrastare la ludopatia (come se sul proprio territorio le dinamiche fossero diverse), per la sola ragione di non voler riconoscere la bontà del lavoro fatto da altri, per non poterci mettere la classica “bandierina” . Detto questo va evidenziata la seconda grave contraddizione: perché Seriate, che è in continuità urbanistica con Bergamo, non fa parte dell’area omogenea del capoluogo? Perché di questa fa parte Pradalunga e invece Seriate è nell’area omogenea, ad esempio, con Castelli Calepio? Se sul piano socio-sanitario Seriate potrebbe rivendicare con qualche ragione una propria autonomia, sul piano viabilistico, urbanistico, scolastico non può sostenere con razionalità la scelta di non sedersi mai al tavolo con il capoluogo. E’ miope ed irresponsabile, inutile poi leccarsi le ferite e lamentarsi come già sta accadendo per la prossima apertura dell’Esselunga alla Celadina già prevista dall’Amministrazione Tentorio. Evidenziamo al contrario la posizione di Scanzorosciate: nonostante sia in sinergia con Seriate per i servizi sociosanitari ha scelto di appartenere all’area omogenea urbana… Ponendoci queste domande, alle quali ci piacerebbe ricevere una risposta logica, ci rivolgiamo al Sindaco Vezzoli per chiedergli (di nuovo) di adottare le soluzioni individuate e approvate dall’amministrazione Gori in fatto di lotta alla ludopatia, così da evitare che i problemi dal capoluogo si trasferiscano a Seriate. Contestualmente, e per favorire quanto detto, chiediamo al Sindaco di Bergamo di estendere l’invito alla riunione del 18 aprile prossimo al Sindaco della nostra città, così da coinvolgerlo in un progetto che non può avere i confini di una organizzazione territoriale che è solo sulla carta, ma non nella realtà. L’auspicio è che su certi terreni anche a Seriate venga messa da parte tanto la logica dell’appartenenza partitica (Bergamo ha dimostrato che è possibile) quanto quella del campanilismo di paese dietro la quale nascondere delle mere ambizioni politiche personali. Non sempre garantirsi il comando nel proprio orticello significa fare il bene della propria comunità.

Comunicato congiunto : Partito Democratico Seriate e Lista Civica Albatro

link all’articolo su bgnews

http://www.bergamonews.it/2017/04/14/ludopatia-il-partito-democratico-non-e-un-problema-di-seriate/251528/

Ludopatia. Non è un problema di Seriate ?

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