Questa la richiesta della mozione fortemente voluta dal PD e sottoscritta da tutte le forze di opposizione e che sarà discussa nel prossimo consiglio comunale in programma martedì 8 Novembre 2016.

Da alcuni mesi l’Amministrazione Comunale ha iniziato una discussione-contrattazione con la proprietà delle aree identificate dal Piano di Governo del Territorio – PGT – come ambito di trasformazione AT8 (area Mazzoleni – ex SBIC – via Marconi) per meglio definire come realizzare il piano di recupero dell’area industriale che sarà a breve dismessa, dando attuazione a quanto previsto dal PGT stesso (32340m2 di superficie del lotto su cui saranno realizzati 13000m2 SLP (residenziale) e 3500m2 SLP (servizi pubblici e commerciale).

Per iniziare a pensare, progettare, pianificare la riqualificazione di questa “enorme” area è secondo noi fondamentale ri-partire dalle vicende storiche, economiche e sociali succedutesi negli anni sui questi aree che sono legate a doppio filo con quelle della nostra città. Solo così potremo mettere i presupposti per una “rigenerazione urbana e sociale” della nostra città in generale e di quell’area in particolare.

Non possiamo solo limitarci a pensare a come riempire questi SPAZI, a quale sia la giusta proporzione tra superficie residenziale e quella commerciale terziaria, dobbiamo trasformare queste aree da “SPAZI” a “LUOGHI”.

I LUOGHI infatti non sono solo una mera entità geografica, non sono fatti di pietre, ma da anime e da motivazioni, da legami che si creano tra le persone e con il territorio : ecco quindi che questa mozione dovrebbe essere il primo tassello di quel processo partecipativo (tanto auspicato dal PD) che partendo dalle fragilità del nostro territorio le trasformi in risorse e opportunità su cui mettere alla prova i cittadini, la società civile … e i giovani soprattutto !

La mozione, che non ha nessun intento accusatorio come invece sostenuto da un’errata lettura fatta da alcuni giornali, prima ricostruisce le vicende legate dell’azienda chimica SBIC che operò a Seriate negli spazi oggi ricompresi nell’ambito di trasformazione AT8  dal 1925 al 1969 (quasi 50 anni) per poi riportare le conclusioni della Commissione Tecnico-scientifica Regionale di indagine del 1979, che fu istituita per cercare di determinare “la dimensione del fenomeno relativo ai casi di neoplasie (tumori) che si sarebbero verificati per cause professionali”.

Le conclusioni di tale commissione non lasciarono dubbi : “la qualità e la quantità delle sostanze trattate nel lungo arco di attività della SBIC non lasciano alcun dubbio sulla effettiva pericolosità delle lavorazioni nel senso di un danno oncologico” … e hanno determinato tra i lavoratori deceduti “una significativa frequenza casistica, rispetto ai dati attesi, di tumore vescicale” … “degno di nota è anche il numero di carcinoma gastrici, riscontrati nei soggetti deceduti, che appare superiore alle medie attese”.

Si ripercorrono poi le tappe del processo che scagionò gli amministratori dalle “accuse per imprudenza, negligenza e imperizia, nonché per inosservanza delle norme per la prevenzione degli infortuni sul lavoro” in quanto le prime disposizioni normative e di legge in ordine alla prevenzione delle malattie derivanti dall’uso delle ammine aromatiche furono emanate dal Ministero del Lavoro nel 1979 (anche se la notorietà degli effetti cancerogeni risale agli anni ‘50)“cioè 10 anni dopo la chiusura dello stabilimento.

Infine viene poi messo in luce anche il potenziale rischio di inquinamento ambientale legato ai composti utilizzati e ai residui di lavorazione.

La richiesta finale è quindi duplice :

1) che l’Amministrazione Comunale si faccia attore pro-attivo nella vicenda ambientale coinvolgendo da subito tutti gli attori ed enti interessati (Comune/Provincia/ARPA e proprietà) per discutere da subito su come eseguire l’Indagine Preliminare Ambientale finalizza-ta alla determinazione della qualità del suolo e sottosuolo contribuendo alla ricostruzione storica dei processi di lavorazione, delle ubicazioni degli impianti e delle materie prime utilizzate per definire cosa, dove e come cercare.

2) affinché sull’area in questione venga posto un SIMBOLO (un cippo, un monumento, intitolazione di una piazza/di una strada…) in ricordo dei lavoratori dell’industria chimica seriatese morti, al fine di “ricucire gli strappi e riannodare i fili della storia” tra quest’area e la cittadinanza tutta.

Speriamo che tutto il Consiglio Comunale condivida queste richieste e approvi all’unanimità il documento.

 

ALLEGATI

Comunicato Stampa comunicato-stampa-congiunto

Testo Mozione mozione-at8-protocollo

Dedichiamo una piazza ai lavoratori dell’industria chimica seriatese morti !

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